Gli amici di JC 3: Eduardo Jonquières, il pittore poeta


Cortazar, durante il suo entusiasmante grand tour italiano del 1954 è tormentato da quello che lui stesso definisce il “casino assurdo” della monumentale traduzione delle Opere in prosa di Edgar Allan Poe che deve essere conclusa al più presto per le Ediciones de la Universidad de Puerto Rico.  



Tra una visita e l'altra, tra un “timballo de lasagna” romano e le dieci pagine quotidiane con cui procede il lavoro su Poe, Cortazar trova finalmente il tempo di scrivere all'amico Eduardo Jonquières raccontandogli del suo viaggio ma soprattutto esprimendo il punto di vista molto critico sulla neonata rivista Letra y Linea. 




Questa caustica pubblicazione apparve fugacemente in Argentina solo per quattro numeri usciti a cavallo tra la fine del '53 e l'inizio del '54, sotto la direzione di Aldo Pellegrini, poeta rosarino "inteligente, fervoroso y notable" (Octavio Paz), deus ex machina del primo gruppo surrealista latinoamericano e più in generale accanito sostenitore degli astrattisti argentini tra cui figura Jonquières. In questa veste Pellegrini scrisse la prefazione al catalogo della mostra collettiva Primer Salon No Figurativo proposta dall'associazione Arte Nuevo alla Galleria Van Riel di Buenos Aires nel novembre 1955.  



Le lettere ad Eduardo e alla moglie Maria Rocchi sono state moltissime e per un periodo che va dal '50 agli ultimi mesi della vita di Julio nell'84: il carteggio è documentato da bellissima pubblicazione edita da Alfaguara con il titolo Cartas a los Jonquières. Ma l'amicizia tra i due scrittori risale ai tempi della scuola Mariano Acosta di Buenos Aires, dove entrambe scrivevano sulla rivista del collegio intitolata Addenda. Mentre Julio si consacrerà alla letteratura, Eduardo opta per una poesia filosofica e per la pittura. Col tempo quest'ultima diventa la sua attività prevalente pur se continuerà a dedicarsi anche alla poesia.



Al pie de la noche

La nuit est ma nudité
Georges Bataille

Echado al pie de la noche
como un perro peludo delante de una puerta
viendo el fuego adiestrarse entre ramas
viendo lo oscuro en equilibrio como una gota antes de caer
burlarse de la burla astutamente
con la cara sudándole miradas y el labio
azuzándole rumor a la palabra
estiraba sus tristezas panza arriba
se iba a secar sus soplos a la nada.

de Zona árida, 1965







Il percorso pittorico di Jonquières parte da una forma figurativa di ispirazione novecentesca, anche se i disegni coevi fanno pensare ad una chiara influenza picassiana.





Attivo frequentatore degli ambienti infervorati dalle avanguardie, approda ad un genere di astrazione vicina ai principi della Bauhaus e a quella del gruppo argentino Arte Nuevo. 
















I primi lavori in questo ambito d'avanguardia risalgono al 1952 e la loro estetica si esprime con figure geometriche molto colorate che progressivamente perdono qualsiasi accenno materico, coniugandosi con  un'espressività vicina a quella di artisti quali il tedesco Josef Albers e lo svizzero Max Bill (entrambe  affiliati alla Bauhaus)






Cortazar riassume in un pensiero sintetico la sua opinione su queste opere: “tus cuadros son antes imanes que ventialdores”. Un opinione espressa da un fanatico dell'arte figurativa che, arrivato a Parigi nel '52 scriverà all'amico rimasto a Buenos Aires: “devoro cuadros y museos, necesito ver y aprendo a ver, y un dia sabrè ver”.


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