LA FORESTA DEL PENSIERO
Nel Bois de Vincennes, fu costruita un'università rivoluzionaria e Virginie Linhardt ne ripercorre le vicende. Lì, i figli di famiglie benestanti potevano studiare insieme a studenti provenienti da tutto il mondo; diligenti diplomati si mescolavano a uomini e donne le cui vite avevano preso svolte inaspettate. Lì si sperimentava: l'abolizione delle lezioni frontali e dei limiti di età, l'apertura dell'università a contadini, operai e a chi non aveva una laurea, la creazione di un dipartimento di psicoanalisi, un dipartimento di cinema, corsi serali per i lavoratori, un suk, un asilo nido... Tutte cose impensabili per un governo gollista ormai agli sgoccioli, difensore del vecchio mondo. Il maggio del '68 arrivò e passò, e per dodici anni Vincennes visse, si agitò e fece scalpore, attirando i migliori professori del paese, tutti (molto) di sinistra: Michel Foucault, Gilles Deleuze, Hélène Cixous, François Châtelet, Jean-François Lyotard, Madeleine Rebérioux, Jacque...










