IL PARTITO DELL'ART BRUT

 



Catalogo della mostra alla Galerie Les Mages a Vence, tenutasi dal 18 agosto a fine settembre 1959. Contiene un lungo testo introduttivo di Jean Dubuffet datato agosto 1959, 8 illustrazioni in nero e catalogo delle opere esposte. Gli artisti  che hanno partecipato sono Aloise, Ursula Bluhm, Gaston Duf, Paul End, Marthe Isely, Juva, Amede Laugier, Marius Oddo, François Ozenda, Francis Palanc, Sonnenstern, Anonyme (USA), Miguel Hernandez, Jacqueline B., Juva.


La Galerie Mages, si chiamerà in futuro, proprio su consiglio di Dubuffet, con il cognome dell'allora proprietaria Madeleine Chave. Si tratta di una delle più storiche gallerie francesi in quanto ha aperto le porte già nel 1947 da Alphonse Chave, un mercante di seta di Lyon trasferitosi nel magico paesino delle Alpi Marittime. E' tutt'ora in attività ed ha ospitato mostre di altissimo livesso con artisti quali Max Ernst Man Ray, Boris Bojnev, Georges Bru, Eugène Gabritschevsky, Danielle Négro, Henri Michaux, Dado, Fred Deux, Philippe Dereux, Isabelle Jarousse, Michel Roux, G. Ribemont-Dessaignes, Jean Dubuffet, Pascal Verbena, Michel Graniou...…


 

Dal testo di Dubuffet emerge la poetica del gruppo che in uno stralcio informa che:
 


"Il partito dell'art brut è quello che si oppone al partito del sapere, a quella che l'Occidente chiama (in modo un po' rumoroso) la sua “cultura”. È il partito della tabula rasa. Le sue truppe non indossano uniformi, non si vestono con toghe ed ermellini né si adornano di titoli gloriosi, non vengono reclutate all'uscita dalle scuole ma tra la gente comune, sono la voce dell'uomo comune che si oppone a quella degli studiosi specialisti.

Vagabondi, veggenti testardi, branditori non di diplomi ma di bastoni e mazze, sono gli eroi dell'arte, i santi dell'arte. Chiunque nutra curiosità e attaccamento alla creazione artistica, si avvicinerà con rispetto alle loro opere, nelle quali essa risplende nella sua forma più pura, esente da tutti i compromessi che alterano i meccanismi delle produzioni professionali." (dal testo di Dubuffet).

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